AMORE E LIBERTÀ MORALE

La Terra sta vivendo il suo quinto periodo di cultura (in altri articoli verranno trattate le varie epoche di cultura), un periodo di possibilità mai sperimentato prima nella storia del mondo.

Sembra, però, che l’offuscamento sia di casa in tutte, o quasi, le persone.
L’amore non è più compreso e la libertà nemmeno, al posto del primo troviamo la sessualità e l’amore egoistico per sé stessi, mentre sembra che la libertà sia contemplata nella più bassa delle sue accezioni.

Il tempo attuale sta dando prova di quanto la sfera Statale abbia avuto il sopravvento sulla stessa Umanità e la condizioni neanche più velatamente.
La religione è piena di buoni propositi che in pratica non servono.
Religione significa re-ligere, ricollegare il mondo della materia con quello spirituale.
In America Latina, molti criminali prima di uccidere si fanno il segno della croce e portano una croce d’oro attorno al collo. Questa mal comprensione dello spirito è in parte imputabile a tutte le religioni che hanno condizionato l’essere umano predicando il bene senza voler insegnare che il “Mistero” deve venir svelato.

La ripetizione delle vite terrene già da sé sarebbe argomento che potrebbe far riflettere. Il karma – o altrimenti detto “bilanciamento delle nostre azioni e dei nostri pensieri”, a volte simultaneo, a volte in vite successive – è un pareggio delle nostre azioni/pensieri che potrebbe far riflettere, e prima di fare del male ad altri far dunque prendere coscienza; e la coscienza dovrebbe troneggiare in cima alle vette della libertà.

La coscienza non è, però, di per sé stessa moralità, poiché si può far del male con la coscienza di farlo, anche se i più sono come piccoli bambini che possono far del male senza saperlo.
Negli anni ‘60 molti parlavano di libertà: sessuale, dalla famiglia, dalla scuola e poi libertà di bere, di drogarsi e via dicendo, fino ad arrivare al punto dove siamo oggi: miseri, derelitti resti di quella civiltà che non abbiamo saputo coltivare e dunque far fiorire.

L’arroganza trionfa al pari della paura, ancora si confonde l’ego con l’io e se non verrà considerata l’immortalità dell’io, che sempre torna a perfezionarsi in un corpo vita dopo vita, slitteremo ancor di più nella profondità degli abissi. La libertà, quella vera, è libertà di lavorare con amore (ognuno con il suo talento) per la divulgazione dei principi qui riassunti, è libertà di studiare sì la scienza materialistica, ma anche quella spirituale, poiché non c’è antitesi tra le due, ma dovrebbero fondersi una nell’altra.

L’antitesi di oggi è l’ateismo e la falsa spiritualità presa a prestito da tempi remoti.
Bello, anche se non va a incidere profondamente, è tutto ciò che si agita: ambientalismo, tutela degli animali, tutela dell’agricoltura… meglio questi movimenti che lo stare in poltrona, l’importante, però, sarebbe che tutti quelli che aderiscono a queste lotte potessero approfondire le realtà che stanno dietro ad ogni manifestazione visibile.

La materia si tocca, lo spirito no, la materia si vede, lo spirito no, per approfondire il mondo dello spirituale dobbiamo costruirci degli “occhiali magici”, e questo comporta uno studio libero, morale e amorevole.
Noi non vediamo lo spirituale, ma ne cogliamo le manifestazioni, gli effetti.
Se guardiamo una pianta e osserviamo la sua crescita chiedendoci cosa la spinga verso la luce e non solamente studiarla per darle un nome, una famiglia di appartenenza i suoi contenuti vitaminici, minerali eccetera, ecco che noi siamo già nel campo meditativo; cos’è che la fa mettere radici nel buio della terra e la porta a svettare in alto nella luce solare? Non è forse già questo un insegnamento? La pianta ci offre, mediante la contemplazione di essa, quella che dovrebbe essere l’ascesa di tutti noi: dal buio dell’ignoranza alla luce della saggezza.

Fatti non foste per viver come bruti ma per acquisir virtute e canoscenza.

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